Sono molteplici i motivi che potrebbero convincervi a visitare il circuito della 24 Ore di Le Mans durante la gara e alcune attività della zona sono in grado di risvegliare l'immaginazione e di farvi sognare. Anche dopo la partenza dei team scandita dal conto alla rovescia Rolex, c'è molto da vedere a Le Mans…
Una celebrazione: "Léon Bollée" Léon Bollée (1870-1913) è un personaggio illustre di Le Mans; la strade e parecchi monumenti della cittadina riportano il suo nome - per una buona ragione!
Bollée, produttore d'automobili, fondò la sua azienda a Le Mans. Nato curioso, Bollée scoprì presto la vena dell'inventore: amante della precisione estrema, affascinato da ogni piccolo dettaglio e innamorato dei meccanismi ben funzionanti. Nel 1889, a 19 anni, Bollée inventò il primo calcolatore e nel 1896 concepì un veicolo dotato di tre ruote pneumatiche. Nel 1911 produsse le sue prime 600 vetture e le battezzò “Voiturettes.” Registrò questo termine che aveva ideato lui stesso: la sua intuizione, così moderna, era un chiaro messaggio del futuro, anche alla sua epoca.
Bollée era conosciuto come un personaggio eclettico, affascinato da tutto e qualsiasi cosa. Invitò a Le Mans i fratelli Wright, Mans Orville (1871-1948) e Wilber (1867-1912), famosi piloti e costruttori aeronautici. Questi pionieri dell'aviazione trovarono in Léon Bollée un interlocutore di prima classe. Le esibizioni del “Flyer III A” a Les Hunaudières nel 1908 suscitarono la curiosità della popolazione locale di Le Mans. Una replica di questo primo aeroplano ha partecipato alla parata compiendo un giro commemorativo del circuito della 24 Ore di Le Mans. Presenti alcuni discendenti della famiglia Bolle, tra i quali Gérard Bollée, nipote di Léon, al volante di un'Amédée Bollée 1912 con una scatola del cambio sequenziale. Quest'auto fu restaurata dal Musée Automobile de La Sarthe du Mans.
Gli inestimabili tesori e le recenti acquisizioni del MuseoTra i tesori del Musée Automobile de La Sarthe, sotto la direzione di Francis Piquera, figura un modello 1938 della prima Peugeot 1935, che è stata consegnata al museo l'11 giugno scorso, poco prima dei giri di qualifica. Battezzata in tutta semplicità dai suoi creatori “402 Eclipse”, quest'auto è un raro oggetto da collezione che si aggiungerà agli altri 114 già presenti nel museo, alcuni dei quali sono pezzi unici al mondo.
Quelli con una storia particolare sono i più cari al direttore del museo. Una vettura che rientra in questa categoria è la Matra-Simca MS 670 B blu, l'auto che Henri Pescarolo condusse alla sua prima vittoria di Le Mans nel 1972. “Avevo 17 anni, quando udii per la prima volta il rombo del suo motore. Non mi sarei mai sognato che un giorno avrei avuto le sue chiavi nelle mie tasche,” ha dichiarato Piquera ridendo. “Guardate attentamente - la carrozzeria è incrinata. E' l'impronta lasciata dal sedile di Jean-Luc Lagardère, presidente di Matra, durante la parata celebrativa.”
Un altro esempio è quello di tre auto risalenti al periodo 1920-1930. Una Chenard France, una Lagonda GB 1935 e una Bentley 1924, l'ultima delle quali è un modello autentico in perfetto stato, vincitore della 24 Ore di le Mans nel 1924 con Frank Clément e John Duff. “I meccanismi interiori hanno resistito al logorio degli anni e funziona come un orologio,” ha dichiarato Piquera. “Inoltre, la Peugeot WM1 Walter Maria è un'auto che puoi guidare ovunque del mondo, infatti il volante si trova perfettamente al centro dell'auto, un vero successo tecnologico.”
Piquera apre l'officina del museo e rivela una Peugeot-Heuliez verde e bianca, completa del suo motore originale. “Questa è l'auto in assoluto più veloce che si sia mai vista alla 24 Ore di Le Mans: ha raggiunto i 405 km/h.” Poi ha svelato un segreto: “A dire il vero, questa Peugeot-Heuliez era ancora più veloce: forse 410 o 412 km/h. Ma quell'anno, era il 1988, Peugeot aveva ricevuto il trofeo Auto dell'Anno per la 405. Pertanto, il dipartimento di marketing stabilì la velocità record a 405 km/h per appaiare le cifre. Al termine dei giri di prova, quest'auto occuperà un posto d'onore all'ingresso del museo.”
Invitato specialeDistinto ed elegante in abito scuro, il californiano Darryl Siry si trova al centro del Lodge 239, circondato da finestre nere ed enormi vasi utilizzati come acquari.
Le grandi finestre che danno sul circuito sono spalancate e due piani al di sotto si può ammirare la prima Roadster elettrica, circondata da una folla di spettatori curiosi. “Il modello che vedete lì è una rivoluzione, una grande innovazione. Si tratta di un'auto elettrica, completamente silenziosa, prodotta dalla ditta californiana Tesla Motors. Ne esistono 1800 modelli sul mercato americano e 250 sono in fase di produzione, arriveranno sul mercato europeo nel maggio 2009.”
La lista d'attesa per una di queste auto ha raggiunto quota 1000. I distributori sono dislocati nelle maggiori città americane: Los Angles, San Francisco, New York, Seattle e Miami.
“Ovviamente l'Automobile Club de l'Ouest ci ha chiesto di presentare la Roadster qui - è un evento che si addice perfettamente allo spirito della 24 Ore di Le Mans. L'ACO è sempre interessato alle innovazioni tecnologiche e desidera promuovere le nuove tecnologie del futuro. Un'auto completamente elettrica, che non emette sostanze inquinanti e carbonio, è un progetto molto interessante. La macchina può coprire una distanza di 350 km con una carica e raggiungere i 200 km/h. L'auto si ricarica completamente in 10 ore utilizzando una presa elettrica tradizionale ed è equipaggiata con un'intelaiatura d'alluminio e un corpo di fibra di carbonio prodotta a Laval.” Indubbiamente si tratta di un'innovazione.
Anonimo… o no ? A modo suo, anche Pierre Louis-Dreyfus ha stabilito una sorta di record alla 24 Ore di Le Mans. È ormai diventato il 'capo' dei piloti di Le Mans e quest'anno festeggerà il suo 100esimo compleanno. Louis-Dreyfus participò alla prima gara nel 1931. Per modestia o per vezzo scelse il nome “Ano”. Il suo co-pilota francese aveva uno spiccato senso dell'umorismo e senza dire nulla a Louis-Dreyfus s'iscrisse alla gara con il nome di “Nime”. In francese le due parole combinate “Ano/Nime” significano “anonimo.”
Negli anni a seguire, il banchiere e ricco uomo d'affari utilizzò due altri pseudonimi per le altre 11 edizioni della gara alle quali partecipò. Solo in due occasioni riuscì a completare il percorso: nel 1935 (secondo con un'Alfa Romeo 8Ca con Henri Stooffel) e nel 1953 (18esimo con l'Osca MT 4 insieme a Mario Damonte).
Oggi, 14 giugno, alle tre del pomeriggio 55 team sono partiti per la 24 Ore di Le Mans seguendo il conto alla rovescia Rolex.
Rolex è il cronometro ufficiale della 24 Ore di Le Mans e della Le Mans Series rispettivamente dal 2001 e 2005. Nel Nord America, Rolex è partner della Rolex 24 Ore di Daytona sin dal 1992.
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